Diario dallo sciopero della fame - giorno 4


Sono ormai quasi a metà della dose prescritta di alimentazione, quella solita, ignobile pappa color cammello al gusto di vaniglia (!?). Sono affaticato, i segnali di ieri non erano casuali, e ho trascorso una notte agitata.
Mi viene in mente il titolo “anche le formiche nel loro piccolo… “ Sì, comincio a incazzarmi, lasciate che mi sfoghi un po’, poi magari mi sentirò meglio.
Ieri sera ho avuto la malaugurata idea di sintonizzarmi su Ballarò, giusto in tempo per seguire l’ineffabile Polillo arrampicarsi sui vetri nello sforzo titanico di convincere la platea che la neonata legge di stabilità gioverebbe al 99% degli italiani. Sì, quello stesso sottosegretario fellone che a giugno fissò un incontro tra i disabili e i tre ministeri interessati, per poi rimangiarselo. Disabili stazionanti in strada da ore con lettighe, respiratori e ignobili pappe al seguito.
Il giorno avanti avevo anch’io, come tutti, subito lo stupidario di madama Fornero sui giovani schizzinosi. Sì quella stessa Fornero, ministro del lavoro e delle politiche sociali che ad aprile, ai disabili sempre stazionanti, promise entro un mese la presentazione di un Piano non-autosufficienze che a tutt’oggi nessuno ha ancora visto.
Ecco, se c’è una cosa in cui il governo tecnico assomiglia maledettamente ai precedenti governi politici è nel dire e non dire, nel promettere solennemente e poi disattendere, nella politica degli annunci non seguiti dai fatti. Il ministro Balduzzi, appena insediatosi, quasi un anno fa disse ad un importante convegno: "I cosiddetti nuovi Lea non possono continuare ad essere solo argomento di convegni ma il loro iter dovrà essere rapidamente concluso." I livelli essenziali di assistenza,appunto, attendono di essere rinnovati da tredici anni, e il loro mancato aggiornamento, unitamente al nomenclatore degli ausili, è fonte di disagio per i disabili gravi, che devono sborsare cifre notevoli per ausili che 13 anni fa non erano previsti o nemmeno esistevano. E’ di questi giorni il grido d’allarme di Vivalavita, che denuncia che nel Lazio i disabili non potranno più accedere ai puntatori oculari, per esaurimento dei fondi straordinari.
Quando diciamo che non possiamo aspettare, che non abbiamo tempo, esattamente questo vogliamo dire: i governi passano, i problemi restano.
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